La terapia fotodinamica laser per curare la parodontite

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La terapia fotodinamica si basa sull’utilizzo di prodotti colorati che si “attaccano” ai batteri patogeni e vengono poi “letti” da una luce laser a bassa potenza, portando all’uccisione dei batteri stessi. La sorgente LASER viene inserita nelle tasche a potenze veramente basse (0,3 W) ed in modo totalmente indolore.

La luce LASER viene attirata, grazie al principio dell’assorbimento e dell’affinità, dai batteri colorati e l’energia, con la reazione di foto attivazione, è capace di uccidere i batteri. Inoltre avviene la formazione di ossigeno attivo, che aiuta in questo processo di decontaminazione.

La parodontite, nota anche come piorrea dal latino “scolo di pus”, è una patologia o meglio una infezione batterica che attacca il parodonto, ossia il sistema di supporto del dente.

Questa patologia degenerativa con l’avanzare del tempo forma delle tasche gengivali, dette anche sacche, tra i denti e la gengiva. L’infiammazione causata da questi batteri progressivamente riassorbe l’osso alveolare e a volte porta alla perdita dei denti, anche spontanea, con difficoltà anche nella riabilitazione per la mancanza di osso e gengive.

I sintomi purtroppo solo in fase tardiva comprendono il dolore e ciò a volte porta ad accorgersi del problema in fasi già molto avanzate. Oppure la paura per il dentista e/o la trascuratezza verso la bocca fa si che l’appuntamento dal dentista per diagnostica e quindi curare la piorrea venga spesso rimandato.

Tra i segni e sintomi della parodontite troviamo: sanguinamento e arrossamento delle gengive, alitosi più o meno pronunciata, mobilità dentaria, comparsa di ascessi e di concrezioni gialle o marroni, date dal tartaro, sui denti. 

La terapia convenzionale, detta classica o meglio terapia causale, per debellare la parodontite prevede l’intervento del dentista o anche dell’igienista dentale. Queste figure professionali eseguono delle pulizie dei denti, chiamate anche detartrasi, col fine di rimuovere il tartaro sopragengivale o lievemente sottogengivale (fino a 4 mm). In seguito passano alla fase di levigatura e pulizia delle radici e delle tasche dal tartaro sottogengivale. Queste manovre si possono eseguire sia con strumenti manuali in acciaio (scaler e curettes) oppure con strumenti meccanici come gli ablatori sonici ed ultrasonici.

A volte alcuni protocollo prevedono l’inserimento di antibiotici o altri prodotti disinfettanti dentro le tasche, ma l’efficacia non è comprovata.

Fondamentale è invece per ottenere dei risultati stabili e migliori, una rigida applicazione dei protocolli di igiene orale domiciliare con l’uso corretto di spazzolino, filo, scovolini e a volte idropulsore.

Purtroppo numerosi studi mostrano come anche la corretta rimozione del tartaro e materiale infetto dalle tasche non basti a permettere la guarigione completa dei tessuti parodontali e spesso è possibile avere delle recidive, soprattutto in caso di igiene domiciliare scarsa.

La causa di ciò è che i batteri che causano la parodontite non sono completamente eradicati e rimossi dalle tasche e quindi col tempo hanno la possibilità di riprodursi facendo ripartire l’infiammazione che causa i danni della parodontite.

Un rimedio a questo problema è dato dalla terapia fotodinamica per la terapia della malattia parodontale, grazie all’azione di rimozione selettiva dei batteri parodonto patogeni.

Questa terapia si compone di due fasi e di due prodotti.

La prima è basata sull’utilizzo dei prodotti foto attivatori, sostanze colorate che hanno la capacità di legarsi ai batteri. La seconda caratteristica è quella di essere del colore affine alla luce laser. Alcuni esempi sono l’indiocianina verde per il laser a diodi 810 nm oppure il blu di metilene per quello invece a 980 nm. Questi prodotti, di solito sotto forma di gel o liquidi, vengono inseriti nelle tasche parodontali e dopo qualche minuto hanno la capacità di legarsi ai batteri, in particolare alla loro membrana.

Dopo questa fase entra in gioco l’utilizzo di laser o led di ultima generazione. La sorgente LASER viene inserita nelle tasche a potenze veramente basse (perfino 0,3 W) ed in modo totalmente indolore viene quindi attivata.

La luce Laser viene attirata, grazie al principio dell’assorbimento e dell’affinità, dai batteri colorati e l’energia, con la reazione di foto attivazione, è capace di uccidere i batteri. Inoltre avviene la formazione di ossigeno attivo, che aiuta in questo processo di decontaminazione.

Il risultato di questo trattamento è interessante. L’unione infatti di rimozione del tartaro con la terapia fotodinamica permette un’azione antimicrobica importante nella cura della parodontite, consentendo inoltre il raggiungimento di un’equilibrio microbiologico nelle tasche gengivali, che viene mantenuto per un certo periodo di tempo. La terapia va ripetuta per qualche seduta per avere risultati tangibili, anche se i benefici sono appurabili fin dalla prima seduta. Il sanguinamento si riduce abbastanza velocemente ed in molti casi si ha una buona chiusura e/o riduzione delle profondità delle tasche.

La terapia fotodinamica, l’ultima arrivata in campo parodontale, ha delle potenzialità interessanti soprattutto quando abbinata a una terapia LASER standard e ovviamente alla corretta rimozione del tartaro e ad una efficace diagnosi!
Riguardo a quest’ultimo punto particolarmente interessante è l’adozione del microscopio operatorio per la pulizia delle tasche dal tartaro, in quanto permette la visualizzazione e quindi la corretta rimozione del tartaro sottogengivale, portando spesso all’eliminazione o alla riduzione della necessità delle cosiddette levigature radicolari a cielo aperto (chirurgie parodontali di base).

I Laser in parodontologia vengono utilizzati già da molti anni con successo anche se i protocolli sono sempre diversi ed aggiornati.

Questa combinazione ha particolari e numerosi vantaggi per il paziente, come ovviamente l’assenza di anestesia, di punti di sutura e di tutto lo stress legato a possibili interventi chirurgici.

Insieme ai trattamenti professionali, convenzionali o laser assistiti che sia, è sempre fondamentale il mantenimento di una corretta igiene orale domiciliare e l’utilizzo di tutti i presidi.

In primis ovviamente lo spazzolino, da usare almeno 2 volte al giorno con tecniche di spazzolamento corrette come quella di Bass Modificata. A parità di utilizzo è più efficace nonché più semplice l’utilizzo dello spazzolino elettrico, meglio se a testina oscillante-rotante.

In pazienti affetti da parodontite la pulizia degli spazi interdentali è fondamentale. I presidi sono vari, tra i più efficaci sicuramente gli scovolini interdentali, fondamentali per pulire gli spazi più ampi. Devono essere di misura corretta e grandi abbastanza per forzare leggermente durante l’inserimento. Il filo interdentale invece non è necessario, a parte negli spazi molto piccoli in cui lo scovolino non riesce ad entrare. Infine l’idropulsore è un ottimo strumento soprattutto in portatori di protesi ed impianti, per aiutare a rimuovere, al termine delle altre manovre, la placca residua.

Riguardo a dentifrici e collutori, sono importanti anche se non sostitutivi dell’azione meccanica degli altri strumenti.
Ad uso quotidiano, quindi non in fase attiva, sono efficaci per il controllo di placca e gengivite i dentifrici a base triclosan e copolimero Gantrez e collutori a base di oli essenziali.

Parte integrante della terapia è ovviamente la fase di mantenimento periodico, con le visite e pulizie di controllo. In pazienti sani il controllo andrebbe fatto, secondo le ultime indicazioni, una volta ogni 6 mesi. Per i pazienti affetti da parodontite invece possono essere necessari sedute più frequenti, anche una volta ogni 3 mesi. In fondo parrà banale, ma prevenire è meglio di curare, anche a livello economico.

Se ti interessa la terapia fotodinamica per il trattamento della parodontite o piorrea, non esitare a contattarci!

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    Dott. Simone Stori – Dentista Bologna – Esperto Cura della parodontite Dr. Simone Stori Iscritto all'Ordine degli Odontoiatri di Bologna numero 1575 P.IVA 07217640726

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